author: cicciorigoli @ 15:40
category: editoria, cronaca vera, buchmesse, europei, i come from cirello, tedeschia
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8 ore di treno per alcuni infernali per altri eccezionali, biciclette affittate, Francoforte pazzerello esce il sole e prendi l'ombrello, ristorante e buffet tahilandese che apre e che chiude la permanenza, campionati mondiali di zucche, distruttori di giardini.
Parchi e acquazzoni, "Ma mi sembra ci sia meno gente", l'anglofono padiglione 8 ormai diventato residenza fiscale, "Ma morire se c'è un gadget, una borsa, una tracolla", il triste stand verde, la teutonica fraulein del bar del padiglione 8 eletta Miss Buchmesse 2009.
"Ma qua la crisi si sta facendo grave", cinesi dovunque in quanto guess of honour, Pendelbuss, "Can i have a pair of Frankfurter sausages and a beer vom fass, please?", "Ma sai che non c'è neanche la fila?", "Ma sai che gli inglesi e gli americani non hanno portato praticamente nessuno?", "Ma sai che mi sa che la crisi c'è, eccome", "What's this? -A drumstick, tatatatà!".
Scafhausen che invece è Sachseanhausen, l'art director con i baffi, l'art director perso al 4.1 che non ne vuole uscire più, "Noi di libri così non ne faremo mai", "Ma secondo me l'anno prossimo ritorna come prima", le borse arancioni del Guardian trovate di contrabbando.
"E vabbè, mentre aspettiamo pigliamoci una birra. Visto che ritardano, pigliamo la seconda. Oh, eccovi qua, andiamo a mangiare? Avete già mangiato? Quindi ci pigliamo una birra qua? C'è qualcosa da mangiare? Un sacchetto di patatine da 10 grammi. Vabbè, sopravviverò".
Frankfurter platte, salsicce, stinchi di suini, schnitzel, patate fritte, patate in busta, patate strapazzate. 4 champagne 60 euro. Stube in ogni dove, che se sei vegetariano puoi schiantare per terra ma non mangi. Tedeschi e giapponesi che cantano canzoni nostalgiche accompagnati da una fisarmonica come fossero un sol popolo.
Cosplayer che non pagano, cattive pronunce inglesi, "Quante copie avete spedito" invece di "Quante copie avete venduto", se non capisco alla terza volta dico "Tasty", Popeye col suo sigaro, "Ma quello è Calasso?", "Ma quello sulla sedia a rotelle è Umberto Eco?", "Che cretino il nuovo editor di", "Ah, ma lei è il nuovo editor di", "Sai ho conosciuto il nuovo editor di".
Tassisti marocchini, turchi, tedeschi, napoletani. Tassisti zitti, parlanti, che si radono per non assomigliare a gangster, che fanno il giro largo, che ti chiedono come va l'e-book. Tassisti che fanno la ricevuta e basta, che fanno la ricevuta e poi prendono più soldi, tassiti a cui dai la mancia, tassisti che la mancia la richiedono per forza. "This is a taxi, not a supermarket".
E poi libri, caterve di libri, mucchie di libri, costoni di libri, libri belli, libri brutti, libri così così, libri che abbiamo, libri intersting, libri too specific for us, libri I had to talk with my sales manager. Alcuni e-book, che mi sa che è meglio abituarsi all'idea.
La cortesia degli inglesi, la supponenza dei francesi, l'ovunque dei cinesi, le birre degli olandesi "Are you invited? -Yes, of course", le vodke alle 6 degli estoni, l'italianità degli italiani, la crisi imperante degli spagnoli, i meravigliosi libri di quei neozelandesi lì.
Parchi e acquazzoni, "Ma mi sembra ci sia meno gente", l'anglofono padiglione 8 ormai diventato residenza fiscale, "Ma morire se c'è un gadget, una borsa, una tracolla", il triste stand verde, la teutonica fraulein del bar del padiglione 8 eletta Miss Buchmesse 2009.
"Ma qua la crisi si sta facendo grave", cinesi dovunque in quanto guess of honour, Pendelbuss, "Can i have a pair of Frankfurter sausages and a beer vom fass, please?", "Ma sai che non c'è neanche la fila?", "Ma sai che gli inglesi e gli americani non hanno portato praticamente nessuno?", "Ma sai che mi sa che la crisi c'è, eccome", "What's this? -A drumstick, tatatatà!".
Scafhausen che invece è Sachseanhausen, l'art director con i baffi, l'art director perso al 4.1 che non ne vuole uscire più, "Noi di libri così non ne faremo mai", "Ma secondo me l'anno prossimo ritorna come prima", le borse arancioni del Guardian trovate di contrabbando.
"E vabbè, mentre aspettiamo pigliamoci una birra. Visto che ritardano, pigliamo la seconda. Oh, eccovi qua, andiamo a mangiare? Avete già mangiato? Quindi ci pigliamo una birra qua? C'è qualcosa da mangiare? Un sacchetto di patatine da 10 grammi. Vabbè, sopravviverò".
Frankfurter platte, salsicce, stinchi di suini, schnitzel, patate fritte, patate in busta, patate strapazzate. 4 champagne 60 euro. Stube in ogni dove, che se sei vegetariano puoi schiantare per terra ma non mangi. Tedeschi e giapponesi che cantano canzoni nostalgiche accompagnati da una fisarmonica come fossero un sol popolo.
Cosplayer che non pagano, cattive pronunce inglesi, "Quante copie avete spedito" invece di "Quante copie avete venduto", se non capisco alla terza volta dico "Tasty", Popeye col suo sigaro, "Ma quello è Calasso?", "Ma quello sulla sedia a rotelle è Umberto Eco?", "Che cretino il nuovo editor di", "Ah, ma lei è il nuovo editor di", "Sai ho conosciuto il nuovo editor di".
Tassisti marocchini, turchi, tedeschi, napoletani. Tassisti zitti, parlanti, che si radono per non assomigliare a gangster, che fanno il giro largo, che ti chiedono come va l'e-book. Tassisti che fanno la ricevuta e basta, che fanno la ricevuta e poi prendono più soldi, tassiti a cui dai la mancia, tassisti che la mancia la richiedono per forza. "This is a taxi, not a supermarket".
E poi libri, caterve di libri, mucchie di libri, costoni di libri, libri belli, libri brutti, libri così così, libri che abbiamo, libri intersting, libri too specific for us, libri I had to talk with my sales manager. Alcuni e-book, che mi sa che è meglio abituarsi all'idea.
La cortesia degli inglesi, la supponenza dei francesi, l'ovunque dei cinesi, le birre degli olandesi "Are you invited? -Yes, of course", le vodke alle 6 degli estoni, l'italianità degli italiani, la crisi imperante degli spagnoli, i meravigliosi libri di quei neozelandesi lì.
Ecco, io stavo lì nel mezzo.
Questo è quello che ho da dire
della Fiera di Francoforte 2009.









